Il gioco d’azzardo in Italia, una storia millenaria che affonda le sue radici nell’Impero Romano

di | 01/20/2019

Non è un caso che il gioco d’azzardo in Italia sia molto popolare: casinò, gioco online e scommesse rappresentano uno dei maggiori divertimenti per gli italiani. Non ci sorprende, perché il gioco d’azzardo in Italia affonda le sue radici molto in là nel tempo, la sua nascita infatti risale all’epoca del grande Impero Romano.

La sfida dell’uomo contro la fortuna ha origini antichissime, millenarie. In Italia abbiamo riscontro di tutto questo già dall’epoca dei Romani, il primo popolo dello Stivale che fece del gioco d’azzardo uno dei passatempi preferiti sia dal popolo che dalla nobiltà, dalla politica e addirittura dagli imperatori.

Il gioco d’azzardo e gli imperatori Romani

Numerose testimonianze sono arrivate fino a noi, dal famoso motto Pane et circenses con le lotte tra gladiatori, fino alle scommesse sulle corse dei carri: si narra che Augusto perse circa 20 mila sesterzi in un solo giorno di sfortuna nera, o che l’imperatore Claudio avesse adibito il suo carro personale a sala da gioco, dotandolo di un particolare sistema ingegnoso per non far muovere i dadi durante i viaggi.

Plutarco racconta di come Giulio Cesare e il fidato Marco Antonio fossero giocatori incalliti, appassionati alle scommesse con i dadi e ai combattimenti tra galli. Allo stesso modo Nerone e Caligola.

Non è un caso che molti casinò di Las Vegas e altri online riportino il nome di Cesare.

Il gioco d’azzardo dai Romani ai giorni nostri

I Romani furono un popolo grandioso sotto molti punti di vista, la Storia riporta testimonianza del loro ingegno e della loro cultura in molti ambiti, e anche quello del gioco d’azzardo non è da meno: i dadi utilizzati ancora oggi nelle case da gioco sono gli stessi che a quell’epoca avevano il nome di tesserae e che erano fatti di legno, di ossa o di avorio. Anche il famoso gioco Testa o croce è stato inventato dai Romani: a quel tempo si chiamava Navia aut capita. Ancora oggi sopravvivono giochi risalenti a più di duemila anni fa, per esempio il backgammon, un tempo chiamato Duodecim scriptorum.

Le origini del gioco d’azzardo in Italia

Il gioco d’azzardo, come abbiamo visto, era già presente all’epoca degli antichi Romani, e anzi era così diffuso da essere regolato dalla legge: la lex tabularia di età repubblicana ne sanciva alcune limitazioni e imponeva tributi ad hoc.

Troviamo conferma di tutto questo in molti reperti archeologici, soprattutto alcuni affreschi che raffigurano partite a dadi e litigi tra giocatori.

Il gioco d’azzardo nasce nelle locande e arriva alle case da gioco

Nell’Antica Roma, in principio, erano le locande e le osterie i luoghi deputati al gioco d’azzardo per il popolo: i cittadini romani mangiavano e bevevano, divertendosi e molto spesso litigando tra loro ai dadi o ad altri giochi simili al backgammon, al filetto o ai nostri moderni scacchi.

Probabilmente fu proprio a causa dei litigi tra giocatori, che spesso sfociavano in vere e proprie risse, che furono istituite le prime vere case da gioco, chiamate tabernae lusoriae.

È incredibile come il gioco d’azzardo sia arrivato fino ai giorni nostro, superando interi millenni, per certi versi praticamente immutato: rispetto al passato oggi possiamo scommettere online, ma per il resto sembra che sia cambiato ben poco: la fortuna aiuta ancora gli audaci.