La politica si spacca anche sul vincitore del Festival di Sanremo

di | 02/10/2019

Per una volta, è stato più tribolato il dopo-festival del festival stesso. A Sanremo è andato in scena lo stesso scontro politico e sociale che da anni divide il Paese. Ma procediamo con ordine.

Cinque giorni di Festival di Sanremo, ecco com’è andata.

Dopo cinque giorni di Festival, cinque giorni di musica e polemiche, abbiamo una rosa di candidati per la vittoria finale:  Mahmood, Ultimo, Il Volo, Loredana Berté e se vogliamo aggiungerne un altro, Simone Cristicchi.

Ultimo stravince nel televoto, seguito da Il Volo, a seguire Berté e Cristicchi, infine quello che poi si rivelerà il vero e unico vincitore del Festival di Sanremo: Mahmood.

A che serve il Televoto? Scoppia la polemica a Sanremo.

Nella serata di sabato al Festival di Sanremo succede di tutto, arriva il ribaltone: la giuria cinematografica è d’accordo con quella formata dai giornalisti, Mahmood risale posizioni ed è terzo, Il Volo sempre secondo, Ultimo sembra avere la vittoria in pugno. Ma ancora per poco.

Al turno conclusivo, nonostante Ultimo abbia più del 50% dei televotanti dalla sua parte, Mahmood va a vincere il Festival di Sanremo: la giuria d’onore, quella non popolare, formata da personaggi del cinema e da giornalisti, ha fatto sentire il suo peso e regalato la vittoria a un ragazzo italiano di origini egiziane. Ecco, quello che sembra un dettaglio diventa un polverone.

La politica italiane si spacca sul Festival di Sanremo.

In un periodo difficile, dove l’argomento immigrazione è all’ordine del giorno, strumentalizzato da una parte della politica al fine del consenso, è inaccettabile che il Festival di Sanremo, espressione massima della nostra cultura e italianità, venga vinto da un ragazzo di origini arabe. Ma non è finita qui: il fatto che l’investitura del giovane vincitore non sia frutto della volontà popolare, ma del giudizio di un élite, getta benzina sul fuoco.

La politica scende in campo a Sanremo.

Il primo a farsi sentire è ovviamente il massimo esponente del fronte populista, Matteo Salvini, che si schiera dalla parte di Ultimo, dichiarando perplessità per la vittoria di Mahmood. Fa eco l’alleata (o ex alleata, dipende dai punti di vista) Giorgia Meloni, anche lei perplessa circa il meccanismo del televoto. A questo punto anche il conduttore, Claudio Baglioni, è stupito dal ribaltone, ma c’è poco da fare se non arrendersi al giudizio della giuria d’onore.

Da Sanremo al web: Mahmood stravince.

Alla fine, che piaccia o meno, un ragazzo di origini egiziane ha vinto il Festival di Sanremo, stravolgendo la tradizione e strizzando l’occhio al multiculturalismo. La musica  si è caricata sulle spalle una bella responsabilità, mentre la politica non ha perso l’occasione per far sentire la sua voce populista.

Fatto sta che Mahmood ha stravinto, perché la sua canzone, a una settimana dal Festival di Sanremo, è il brano italiano più ascoltato e scaricato di sempre. Forse la giuria d’onore ci ha visto giusto, forse i Salvini di turno hanno perso un’altra occasione per stare zitti.